La manifestazione appena conclusa costituisce un momento, nella vita di un’Associazione quale la nostra, nel quale occorre fare, senza trionfalismi ma pure senza inutili pignolerie, il punto della situazione, esaminando la realtà il più oggettivamente possibile.

I numeri
I numeri sono in aumento, come deve essere in un settore in crescita, e le origini sono diverse, cominciando dagli espositori, a cui va il merito di aver creduto e di credere in questa fiera che è anche conferenza, dando fiducia all’evento e consistenza, sia alla offerta di prodotti e servizi agli operatori del pest control che all’organizzazione della manifestazione, attribuendole le risorse necessarie per costruire la struttura e lo svolgimento della iniziativa.
E’ pur vero che Disinfestando è giunta alla 5^ edizione, con 10 anni di autonoma esperienza e l’organizzazione che, per conto di A.N.I.D. la realizza, qualche esperienza e affidabilità se l’è conquistata; la costante e consistente crescita, però, è merito di tutti e dell’intero settore del Pest Control che si evolve e continua ad attirare sempre maggiori protagonisti, nella domanda e nell’offerta di questi servizi. Gli operatori presenti sono stati, complessivamente, 1856, in rappresentanza di oltre 700 imprese di servizi, oltre a 34 ospiti di delegazioni estere. I 51 Espositori sono stati presenti con 362 operatori.

L’internazionalizzazione della Fiera: work in progress
Questa edizione ha avviato una strategia di attenzione e di riferimento verso i Paesi comunitari, in particolare nell’area dell’Est Europa, invitando le associazioni delle imprese di pest control costituite in quei territori ed avviando collaborazioni su problematiche riguardanti le attività del settore. L’invito è stato raccolto da numerose associazioni: hanno, infatti, partecipato i rappresentanti di Polonia, Ungheria, Slovenia, Catalogna, Germania, e della CEPA, mentre hanno giustificato la loro assenza la BPCA e l’associazione della Turchia.
Erano inoltre presenti gli organizzatori del Parasitec che hanno avanzato interessanti proposte di collaborazione e di iniziative congiunte. Da segnalare in particolare la presenza di Ms. Xiao Yung Huang Presidente della FAOPMA, la Confederazione asiatico-australiana che ha presentato il World Pest Day in programma a Pechino il prossimo giugno.
L’orientamento all’internazionalizzazione della manifestazione è una decisione presa all’indomani della scorsa edizione e l’evoluzione dei rapporti in corso favorisce e sostiene la validità di questo indirizzo. Certamente ciò comporta una strategia da pianificare e perseguire, attraverso la presenza nelle sedi significative e la proposta di iniziative concrete e raggiungibili.

I contenuti professionali
L’incontro e la sinergia con le altre associazioni presenti a Rimini hanno prodotto l’avvio di due importanti iniziative: la prima relativa al complicato, ma importantissimo, problema connesso all’attuazione del Regolamento Biocidi, con particolare riferimento all’utilizzo di prodotti ratticidi anticoagulanti in postazioni fisse; la seconda inerente il ruolo della formazione nella professionalità degli operatori della disinfestazione e la sua importanza nei confronti del mercato e delle Istituzioni.
Nel primo caso, dopo aver confrontato le posizioni e gli indirizzi adottati in Germania, nel Regno Unito, nei paesi Scandinavi e in Spagna, si è stabilito di avviare, in accordo con ASSOCASA, un contatto con il Ministero della Salute, per sollecitare una definizione condivisa dei soggetti indicati nel Regolamento, primo fra tutti il “trained professional” relativo all’Operatore di pest control.
Parimenti A.N.I.D. agirà a livello europeo sostenendo il progetto CEPA di arrivare ad un possibile standard tra tutti i Paese CEE concernente i contenuti e la metodologia di formazione e aggiornamento degli addetti ai servizi di pest management.

I limiti del presente ed il futuro
Qualunque attività che si muove in ambienti economici deve porsi sempre nuovi obiettivi, soprattutto se il settore nel quale opera è in fase evolutiva, come quello della disinfestazione. E’, quindi, necessario analizzare con oggettività gli elementi che costituiscono o hanno costituito forze positive nel raggiungimento degli attuali risultati, ma che possono costituire un limite a possibili evoluzioni future, soprattutto per quanto riguarda l’ampliamento dell’orizzonte geografico di riferimento. In questo prospettiva è indilazionabile una seria ed approfondita riflessione sulle obiettive potenzialità e sull’impegno strutturale, organizzativo ed economico che una sede diversa da quella attuale comporterebbe.
Ma le sfide sono fatte per essere accettate e, possibilmente, per vincerle.